LE SCH EDE

Galleria d’arte moderna e contemporanea

Arte concettuale

L’arte concettuale, apparsa in Europa intorno agli anni 1960, si opponeva alle forme d’arte fino allora conosciute, che venivano giudicate ed apprezzate dalla società contemporanea, in base alle qualità dell’opera stessa e nella sua capacità di suscitare emozioni.

Gli artisti appartenenti a questa nuova corrente, sostenevano che l’arte non risiede nell’aspetto delle opere realizzate, ma nell’idea, nella parola o nel pensiero percorso per realizzare tale opera.

Le premesse più dirette dell’atteggiamento concettuale possono essere individuate soprattutto in alcuni movimenti in via di definizione già negli anni 1950 e agli inizi degli anni 1960: il New Dadae  la  Minimal Art.

Il primo artista a aver usato la definizione "concettuale" per definire il suo programma artistico è stato l’artista americano Joseph Kosuth. Una delle sue opere più famose, che spiega bene il concetto di Arte Concettuale, fu «Una e tre sedie», in cui l’artista espone una sedia vera, un’immagine fotografica e la parola scritta: "sedia".
Con questo, Joseph Kosuth, suggerisce allo spettatore la riflessione sul rapporto che lega l’oggetto reale alla sua immagine ed alla definizione logica della parola.
L’opera reale, la sedia, non suscita emozioni diverse dalla sua fotografia o dalla parola che la definisce; è una sedia in tre rappresentazioni diverse
.

Arte concettuale.Arte concettuale

Una tendenza artistica contemporanea della fine degli anni Sessanta del Novecento, che concepisce l’operare artistico come investigazione intellettuale sull’essenza stessa dell’arte. Nell’arte concettuale qualsiasi espressione di carattere emozionale, letterario e metaforico è completamente eliminata.

Rifiutando l’oggetto in quanto sottoposto alle leggi del mercato, gli artisti concettuali si esprimono attraverso pubblicazioni di materiali, scritti fotografici o attraverso il contemporaneo uso di diversi tipi mediali. “Più della metà dei migliori lavori degli ultimi anni non appartengono né alla pittura, né alla scultura”, 1965).

 

 

 

 

                                                  Sol LeWitt 

 

 

 

 

 

 

Le prime formulazioni si sono avute dopo il 1965 negli Stati Uniti con Sol LeWitt e Josph Kosuth. Le idee che gli artisti volevano comunicare attraverso il lavoro concettuale riguardavano principalmente temi politici), di filosofia del linguaggio (Joseph Kosuth, di riconsiderazione degli strumenti artistici (Giulio Paolini, Art & Language) o argomenti attuali come femminismo

e psicanalisi. Kosuth, il caposcuola del gruppo americano, si dedicava in questi anni alla produzione di grandi pannelli in acetato, su cui vengono riprodotte le definizioni, tratte dal dizionario, di concetti come per esempio il tempo, l’arte, l’idea. Il gruppo Art & Language ha rappresentato la frangia più estremista dell’arte concettuale, tendendo alla riduzione dell’opera d’arte a puro discorso teorico. L’arte concettuale nasce in un periodo animato da una forte istanza di rinnovamento politico e morale che parallelamente al movimento studentesco e operaio coinvolge anche il settore artistico; in essa viene criticata l’interferenza del mondo capitalistico nella sfera dell’arte e la sua considerazione di essa come valore di scambio. Per evitare il rischio di mercificazione l’artista concettuale finisce per smaterializzare così l’oggetto d’arte e lo ridurlo a un’idea non commerciabile, né collezionabile. In Italia, l’opera d Piero Manzoni (1934-1963) anticipa il filone concettuale, nonché di alcuni esponenti dell’arte povera. Oltre che l’arte povera, vanno ricondotte nell’ambito concettuale la body art, la land art.