"Trasparenze meditative nell’arte di Ivan Battaglia" è il titolo della mostra a cura di Andrea Barretta alla Galleria ab/arte di Brescia.

Quelli di Ivan Battaglia sono abbandoni lasciati sulle tele, disvelamenti in nitidezze autobiografiche che convalidano oscillazioni tra rotture e rinascite, tra squarci nella resa pittorica di lacerti che rivelano il mistero di un vissuto in riposte malinconie a quanto decanta e avvolge nella luce. E trasvola in una sorta di vedute aeree che dipinge a rimembrare una civiltà contadina, cosicché la narrazione come soggetto da ritrarre si fa antropologica nel sentimento che pervade il racconto, nell’osservare dall’alto, nello spostare i riferimenti sulla linea di filari che ripete a marcare il territorio della sua cifra stilistica, in traiettorie di sinfonie cromatiche dove prevalgono note per stagioni di una dimensione esistenziale.

Da qui l’introduzione di proporzioni che ritrae dal 2000 in poi, ossia da quando recupera l’arcaico stupore nell’osmosi con articolazioni che accordano un appressamento anche simbiotico. Ed esplorando piani di colore che sfumano tra passato e presente, la sensazione è di trovarci anche questa volta in istanti onirici, quando l’impressione cruciale sta nel penetrare la fisicità di lavori suscitata dall’artista che feconda appigli al fine di staccarsi dai problemi del quotidiano, o per entrarci.

Una coerenza creativa nell’attitudine concettuale specificata dall’affettività che la pittura gli dà e racchiude in legami con l’io, al pari delle superfici di Klee nel tentare di rifondare l’arte del Novecento, e poter dire con lui: “il colore si è impadronito di me; non devo più dargli la caccia. So che mi tiene in pugno per sempre. (…) Il colore e io siamo una cosa sola”.
Elemento chiave che tuttavia il nostro artista formula nell’immaginare un’immagine, nell’intervento in cui cerca una direzione oltre un peso interiore. E questo nel suo percorso artistico è paradigma di un sunto con il suo stesso simbolo di vita raffigurato da alberi stilizzati nel loro essere con la chioma tondeggiante e ben tenuti nella perfezione del profilo. Ne divengono un tema specifico. Un linguaggio che cerca risorse per entrare nel dizionario dei sinonimi con l’arte, nel lasciare che un albero diventi un aquilone o che altri sembrino staccarsi dalla terra e librarsi nell’aria come palloncini scappati dalle mani di bambini
in gioco.

Gli alberi, allora, si fanno piccoli e grandi e a volte sospesi in cieli impassibili in cui esplodono mattini limpidi. Poi il rosso come fuoco e il disappunto si fa disperante, contro il potere di chi tutto decide senza nulla sapere, senza alcun contatto con la realtà, con chi è nel bisogno, e muta a riconsiderare la forza dell’arte come denuncia, nell’esclusione dell’aspetto ludico che certa parte porterebbe a discutere, ma è soltanto l’ironia di un pragmatico, consapevole di un’aspirazione che purtroppo rimane tale.

Altresì nell’opera di Battaglia ci sono continui cenni all’ambiente in relazione con rimandi di preoccupazione ecologica che generano il timore di un futuro incerto che prospetta dove abbandona i colori accesi per risonanze in grigio e nero tra ciminiere che modulano rilievi sulla tela. Sono gli interrogativi sociali a commentare il pianeta nel suo più grande fallimento, ossia la distruzione nella distanza tra l’uomo e la stessa aria che respira. In breve, si presenta disilluso e lascia per un istante il sogno, nella concezione dell’umanità che assiste alla sua fine, nella misura di non intervenire e lascia che sia vittima della globalizzazione.

Applica, dunque, un altro stato di semplificazione alla sua pittura, certamente presente in tonalità chiaroscurali di fronte a capacità riflettenti che consentono di guardare oltre, nell’invito a respirare i valori di sempre ma oggi trasgrediti. Tuttavia non devia verso il buio metaforico, verso un’economia in crisi e si apre al quotidiano senza ideologie da difendere. Sicché il reale di Ivan Battaglia è nel paradosso di un paradiso perduto per l’incuria verso la natura, attingendo a confessioni che consegna l’agognata bellezza a un avvenire sconosciuto ma prevedibile. Tant’è vero che l’incremento di un’analisi di riferimento nei suoi quadri origina con noi, o almeno con quanti hanno a cuore il discorso di protezione della fauna, delle foreste, dei fiumi, dei laghi, nell’affrontare la questione dell’essere artista nella stagione dell’inquinamento che ci fa ripiombare nel buio.

Malgrado tutto ha fiducia in un’inversione di tendenza, nonostante il disastro ambientale in atto, e non lo ritiene impossibile nel condannare gli speculatori chiusi in una logica di profitto. Pertanto è coinvolto nella definizione di una generazione di mezzo che lascia il testimone alla nuova, e vuole sostenere i giovani nell’individuazione di un cammino che eviti gli errori commessi. Così, ieri e oggi per Battaglia conta molto perché rintraccia paesaggi della vita e li apre all’assoluto di un’irrinunciabile rivoluzione culturale salvifica a occhi aperti.

contemporaneo

30 settembre > 28 ottobre 2017

 

Trasparenze meditative

nell’arte di Ivan Battaglia

A cura di Andrea Barretta

Una monografia d’arte

Trasparenze meditative nell’arte di Ivan Battaglia a cura e di Andrea Barretta (ed. ab/arte, pp. 84, Brescia)

Nel modo che si scorge nelle pagine di questa monografia, le pitture del bresciano Ivan Battaglia si specificano come dissolvimenti, e i suoi soggetti come lavacri che intendono l’anelito al cambiamento, la speranza che porti a interrogarsi degli avvenimenti negativi per l’umanità. E procurano lacerazioni che stempera nel conflitto dei colori provvisti dell’immediatezza nel dare tregua in una tranquillità embrionale che sconfigge il pessimismo. Allora, s’intravede la gioia di feste agresti in effetti che soggettivano l’apparenza e quanto Aristotele assegnava al Creato e non al pittore, o per quanto secoli dopo il saggista francese Proust contestava per un mondo che “non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale”. Tanto che Battaglia esegue un inconscio intreccio nell’immortalare l’estasi vista con gli occhi di chi accede all’immanenza attraverso il trascendente, nell’oggettiva contemplazione di un’armonia a noi consegnata mediante la natura.

"Trasparenze meditative nell’arte di Ivan Battaglia" è il titolo della mostra a cura di Andrea Barretta alla Galleria ab/arte di Brescia."Trasparenze meditative nell’arte di Ivan Battaglia" è il titolo della mostra a cura di Andrea Barretta alla Galleria ab/arte di Brescia."Trasparenze meditative nell’arte di Ivan Battaglia" è il titolo della mostra a cura di Andrea Barretta alla Galleria ab/arte di Brescia."Trasparenze meditative nell’arte di Ivan Battaglia" è il titolo della mostra a cura di Andrea Barretta alla Galleria ab/arte di Brescia.