Bresciaoggi, 12 gennaio 2013

 

Tra geometrie e tagli di luce la riscoperta di Luigi Corsini

 

Inaugurata oggi alla galleria ab/arte affiancata da un catalogo-monografia

realizzato da Andrea Barretta.

Corsini giunse a Brescia alla metà degli anni '60 e vi rimase fino alla morte insegnando

e anche facendo l'incisore e lo stampatore

 

La biografia ci racconta che dopo gli studi all'Istituto Statale di Belle Arti di Urbino e l'applicazione, sul piano pratico, degli insegnamenti ricevuti (Abilitazione all'insegnamento della Calcografia) a Roma, presso la stamperia 2 RC (si stampavano Burri e Fontana, per semplificare), Luigi Corsini (Gigi per gli amici), giunge a Brescia alla metà degli anni sessanta: nato nel 1937, non aveva ancora trent'anni. Rimane nella nostra città come docente negli Istituti Statali fino alla morte (2007), aggiungendo, come molti altri docenti di Tecniche Disegnative e Pittoriche, un'attività in proprio tanto di incisore, quanto di stampatore. E nella sua stamperia, la «Bottega d'Arte» di via Croce, si riunivano, quasi «cospiratori» di una tecnica poco diffusa in città, tutti gli appassionati d'arte, finché nel 1979 Corsini decide di aprire una vera e propria scuola d'arte, denominata «Laboratorio l'acquaforte». Difficile, per un amante di questa straordinaria tecnica che è poesia, non essere mai passato da Corsini: magari per un parere, per un consiglio, per una prova di stampa; prove in cui il rigore si declinava con la poesia, prove da cui Corsini sapeva trarre il massimo possibile, coniugando l'individualità poetica dell'autore con la propria personale interpretazione: scelta di un colore, accentuazione del nero, del grigio. Era consapevole, Gigi, che l'incisione, sempre, per sua interna natura, mette in luce l'animo dell'artista, più di qualunque altra tecnica; non c'è trucco nella diretta verità del bianco e del nero, non c'è inganno: c'è l'anima, quando c'è, come nelle dita del violinista che esegue il «concerto» di Tchaikovsky. A fianco dello stampatore è coesistito l'incisore; non so se Luigi abbia mai realizzato opere uniche, su carta o su tela; Andrea Barretta, nell'omaggio-studio, attraverso un approfondito e puntuale catalogo e attraverso un'antologica nella Galleria «ab/arte» di Brescia inaugurata oggi, propone una riflessione, a cinque anni dalla scomparsa, con una selezionata raccolta di prove grafiche, ad iniziare da quelle giovanili, quando Corsini frequentava i corsi all'Istituto d'Urbino. E già in quelle pagine, così intensamente figurative (omaggi a Morandi), emerge il bisogno di un ritmo astratto, come nella straordinaria interpretazione della «strada bianca» di un paesaggio collinare, che idealmente parte da Grizzana, ma, attraverso gli Appennini, giunge a lambire i luoghi pascoliani attorno ad Urbino. Le sue prove più note, quelle stesse che gli sono valse riconoscimenti e premi in vita, sono quelle degli anni settanta, quando Corsini è ormai un affermato incisore e un affermato stampatore. Amava variare le tecniche, i materiali, i supporti stessi, per muoversi su alcune figure elaborate, quasi a cercare, ri-cercare, quella perfezione che aveva nell'animo; amava ritornare sui medesimi temi, sui medesimi ritmi, con quelle poche varianti che costituisco il segno di una grandezza stilistica, che ha pochi esempli nella nostra storia incisa (appaiono come un controcanto, in una stagione dove la quantità ha troppo spesso fatto aggio sulla qualità). Gigi cercava la minima variazione, trasformava in triangolo rosso il triangolo nero o viceversa; sulla carta, all'alternanza dei colori (pochi colori, soppesati, come nelle strutture di ogni astrazione rigorosa), creava equilibri, misure, dismisure a volte, cercate anch'esse, con l'uso parco di segni solo apparentemente geometrici; ma vediamoli da vicino quei segni, così diversi, così umani e poco tecnici, nell'apparente regolarità di una trama costruita; non aveva il computer Corsini, e forse quest'assenza gli ha permesso di dar voce alla luce che penetrava tra le misurate ed equilibrate figure di una superficie, così piena di tracce, rugosità, incavi e rilievi, tesi tutti a dimostrare che nel piccolo del foglio si può racchiudere la grandezza dell'universo intero. Luigi Corsini: «Geometrie e tagli di luce nelle incisioni di Luigi Corsini». Brescia, Galleria Ab/arte (Vicolo San Nicola 6). Fino al 9 febbraio.

                                                                                                                               Mauro Corradini

 

 

Corriere della Sera, 1 febbraio 2013

 

L’arte di Corsini viaggiava in linea retta

Le geometrie nitide e assolute quasi trafiggono lo spazio di ab/arte che all'artista,

scomparso nel 2007, dedica una retrospettiva.

 

Il tono grave e il piglio austero, nella sua bottega d'arte di via Benedetto Croce, una stamperia con grandi torchi inebriata dall'odore di acquatinta, insegnava agli allievi l'intransigenza. Gli piacevano le linee dritte, perché carpivano l'essenza delle cose. Diceva che bisognava lavorare sulla distinzione e non sulla confusione, appariva severo, ma chi lo ha conosciuto ha ancora impresso i suoi sorrisi fugaci, inattesi, aperti. Talento dell'incisione troppo tardi compreso dalla critica, Luigi Corsini ha guardato con altero distacco la diatriba tra figurativi e astrattisti, ha attinto, seppur critico, al post-modernismo, ripudiato il citazionismo, superato il neo-espressionismo, bandito ogni futile virtuosismo, infine ceduto alle lusinghe del concettualismo. Apolide, autentico, leale solo a se stesso. Le sue linee dritte, le geometrie nitide e assolute, quasi trafiggono lo spazio di AbArte che all'artista, scomparso nel 2007, dedica una retrospettiva puntuale ed esauriente. Nei colori scarni e stridenti, nel rosso che infuoca la carta e nelle simmetrie incontaminate, trapela il rigore ma intriso di un afflato sperimentale mai pago e sempre dilaniato o, meglio, ponderato, dalla tensione tra antico (una mimesis non pedissequa) e moderno. Rette pure, austere, metafisiche. Segni primigeni che fendono il tempo. Oltre lo spazio e oltre il gesto dell'artista.

                                                                                                                                 Alessandra Troncana

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