Pier Luigi Ghidini

 

Nasce a Brescia il 26 giugno del 1944 e da anni in Franciacorta, a Cellatica. Si avvicina alla pittura molto giovane ed è attivo già dal 1960. Seguono riflessioni per una ricerca stilistica e alcune presenze e incontri con altri artisti, come Eugenio Levi e Alberto Bizzai. Frequenta l’ambiente artistico vivendo le prime esperienze negli studi di pittori quali Gianni Boscaglia e Giulio Mottinelli, nel clima di un’amicizia nel condividere i dibattiti sull’arte di quegli anni.

A Brescia la prima personale nel 1969 alla “Galleria La Tavolozza”, cui seguirà quella di Bergamo, alla “Galleria La Simonetta” nel 1972, che decreta e prevede un successo che poi si avvererà nelle mostre che seguiranno, con un appoggio importante nella galleria di riferimento, la “San Michele” a Brescia, dove espone per molti anni tracce di una figurazione che risente tanto dell’espressionismo storico, quanto delle declinazioni che intrecciano evocazione e immaginazione. Alla metà degli anni Settanta, precisa il proprio interesse per la tradizione moderna dell’arte e inizia a liberarsi dagli schemi espressivi di derivazione geometrica. Nel corso del decennio successivo, infatti, ne segna il distacco e abbraccia con decisione una nuova idea di natura includendo nei suoi paesaggi la flora e la fauna. Già, però, l’assidua partecipazione agli eventi artistici contemporanei - siamo negli anni Novanta - sposta la sua azione artistica verso un rinnovamento della società, quale punto di partenza per la sua pittura impegnata sul versante della poetica naturalista cui aggiunge i sentimenti della città nella denuncia della globalizzazione consumistica in cui l’uomo perde la ragione etica. La stampa locale e nazionale inizia a interessarsi alla sua pittura e importanti critici d’arte recensiscono le sue mostre oltre che a Brescia, a Lecco, Verona, Venezia, ancora Bergamo, a Milano, Spoleto, Mantova, a Rotterdam e Amburgo, fino alla sua ultima personale, ma solo in ordine di tempo, alla “Galleria ab/arte” di Brescia, in maggio 2015. La sua ricerca artistica con elementi simbolici accompagnati da un “filo” che diverrà la firma della sua cifra stilistica, muta il tono complessivo della rappresentazione con il crescere della libertà espressiva, in cui la componente fantastica viene sempre più ad assumere il suo ruolo. E alla produzione del maestro bresciano si aggiunge il ciclo delle “città ideali”, in cui ci sono “i paradigmi ma anche le forzature di una postmodernità urbana, e ci sono le riserve d’influenze depositate a conferire ai dati dimensionali una mappatura topografica per una geografia in fieri”, scrive Andrea barretta nella monografia: “La città ideale di Pier Luigi Ghidini” (2015, ed. ab/arte).

Pier Luigi Ghidini

Canestro, 2008

Acrilico su tela   

Dimensione: 80 x 60 cm

 

Pier Luigi Ghidini alla galleria ab/arte di Brescia.

La copertina della monografia d’arte dell’opera

di Pier Luigi Ghidini,

a cura e di Andrea Barretta

Pier Luigi Ghidini alla galleria ab/arte di Brescia con Intervento riflessivo, 2011, acrilico su tela, dimensione: 40 x 40 cm.

Pier Luigi Ghidini

Intervento riflessivo, 2011

Acrilico su tela   

Dimensione: 40 x 40 cm.

 

La copertina della monografia d’arte dell’opera di Pier Luigi Ghidini, a cura e di Andrea Barretta, ed. ab/arte, Brescia.