Popolis, 31 maggio 2012      L'Italia artistica del secondo dopoguerra

Una rassegna dei "manifesti", dal neocubismo al realismo e all’astrattismo

Brescia - Nuove esperienze e nuovi linguaggi nei “manifesti” dell’Italia artistica del secondo dopoguerra: dal neocubismo e le influenze espressioniste al realismo e all’astrattismo, da “Oltre Guernica” al “Fronte nuovo delle arti” a Forma 1 e ai “nucleari”: Accardi, Arman, Baj, Cassinari, Corpora, Dorazio, Dova, Guttuso, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova. Ecco in estrema sintesi il percorso ideato e curato da Andrea Barretta e allestito da Riccardo Prevosti presso la Galleria ab/arte.

Ed è lo stesso cavaliere Andrea Barretta, giornalista e scrittore, art director, collezionista e appassionato d’arte, già fin dagli anni Settanta tra i protagonisti di un progetto culturale nell’ambito del mondo delle arti visive, della poesia e nei percorsi creativi della comunicazione a illustrare, nel suo testo di presentazione, origini e finalità del progetto. 

 

La Voce del Popolo, 25 agosto 2011

Alla galleria ab/arte la restituzione dell’arte attraverso il disegno

Il secondo step del progetto espositivo in corso alla galleria d’arte moderna e contemporanea Ab/ arte è la mostra “Accademia, la restituzione dell’arte attraverso il disegno”, che segue “Nud’arte” (da Morlotti a Treccani, da Cassinari e Gentilini a Minguzzi) e anticipa “Le donne di Guttuso e le altre” (che vuole essere anche un omaggio al maestro nel centenario della nascita). Un calendario di appuntamenti con l’arte moderna e contemporanea e su un tema specifico, dunque, intervallato da uno sguardo sul ruolo e il significato del disegno nella nascita di un’opera d’arte attraverso l’impegno e lo studio della figura umana, in particolare del nudo nell’arte ma non solo. “Accademia” è il collante tra opere che hanno fatto la storia dell’arte e ricerche contemporanee, nel tentativo di restituire la complessità e la comprensione di una riflessione critica alienata nella storicizzazione della figura e nel non interrogarsi sullo sfruttamento del corpo all’interno di un sistema arte che rischia di non lasciare tracce nella memoria collettiva. “Accademia” preferisce trascurare la cronologia e perseguire l’obiettivo di illustrare alcune ipotesi di riferimento, a livello teorico e pratico, e consentire un approccio sistemico alla tematica del disegno e della sua origine, del suo andamento e dei suoi momenti critici e conflittuali con l’opera pittorica e scultorea (ed oggi con la videoarte e la performance).

 

Bresciaoggi / 29 aprile 2011    

Nud’arte

 

Una mostra dedicata alla rappresentazione artistica del corpo umano, senza vesti né veli, nel Novecento e nel contemporaneo. Il nudo, come il vestito, diventa qui il paradigma di sistemi di valore sociale, interscambio di valori estetici tra Oriente e Occidente, nuova maniera di interpretare, equilibrare o trasgredire la figura e liberarla dalle costrizioni formali del dettato classico. Nella pluralità di stili e tecniche, l’esposizione si presenta come un’indagine dei radicali cambiamenti dei moduli rappresentativi della figura, come suggestione visiva, che porta con sé rimandi iconografici di un passato, il quale ha sempre visto nella nudità l’esaltazione dell’armonia corporea, la trasgressione morale, la ricerca del concetto di bello e il rimando al desiderio. Nella perlustrazione artistica, il corpo acquista, dunque, il valore di passionalità in Renato Guttuso, di ideale estetico in Ennio Morlotti o di linearità in Ernesto Treccani. Accanto a loro altre opere di numerosi artisti: Domenico Cantatore, Robert Carrol, Bruno Cassinari, Marcello Cassinari Vettor, Primo Conti, Giuseppe De Lucia, Franco Ferlenga, Piero Gauli, Franco Gentilini, Tommaso Gismondi, Emilio Greco, Iros Marpicati, Luciano Minguzzi, Aldo Pagliacci, Isa Pizzoni, Gianfranco Rontani, Mario Sportelli, Lorenzo Tornabuoni, Alberto Volpi. La mostra curata da Andrea Barretta rimarrà aperta fino al 29 maggio.

 

Bresciaoggi / venerdì 4 marzo 2011

Sergio Fergola / Il tempo della magia e dell’enigma

La mostra presenta alcuni lavori del ‘76 dell’artista Sergio Fergola (1936 - 1996), in gran parte serigrafie, calcografie a secco, flock e collage su carta. Nei quali l’ordine degli oggetti, apparentemente caotico, richiama ad uno spazio-tempo segnato da simboli, parole e silhouette formali, come fossero geroglifici. Della lunga ricerca dell’artista - che dal 1950 si evolve vicino al movimento nucleare di Enrico Baj. Piero Manzoni ed altri maestri, e dal 1958 si segnala come fondatore, insieme a Lucio Del Pezzo, Mario Persico e Bruno Di Bello, del Gruppo ‘58 - nella quale la pittura si concentra sui nuovi mezzi espressivi tra l’immaginario e il letterario, con richiami espressionistici e all’action painting, l’esposizione bresciana segnala lo sviluppo segnico e la sedimentazione di pensiero dei movimenti artistici citati. L’esposizione supera cos’ l’approccio dei nuclearisti, per segnalare le evoluzioni degli anni a seguire, contrassegnati dall’aspirazione a un’arte spontanea, anti-intellettuale e antidogmatica. Queste opere costituiscono dunque un insieme complesso di significati, che si muovono tra il fantastico e il reale, tra il letterario e il simbolico. La mostra, curata da Andrea Barretta, rimarrà aperta fino al 23 aprile.

 

Bresciaoggi / 24 settembre 2010

Dopo Corrente. Un’esperienza artistica nel suo evolversi

La storia di Corrente, che fra il 1938 e il 1943 risulterà essere l’unico movimento artistico ad esprimere nuovi impulsi creativi in una Italia problematica. L’antefatto di Corrente consisteva nella voglia di ricominciare dopo la Grande Guerra, rivisitando in arte l’ordine, lo stile della classicità antica e dei suoi ideali. L’intento di questa mostra consiste nel rendere omaggio alla vita artistica del movimento che cementò nella sua funzione rivoluzionaria, il punto di partenza per la storia dell’arte italiana del dopoguerra, del “Dopo Corrente”, appunto. La mostra prende, dunque, spunto da quanto già si prefigurava fin da allora nei due diversi filoni in cui si divise: quello realista e quello astratto-espressionista. In mostra opere di: Domenico Cantatore, Bruno Cassinari, Piero Gauli, Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Gabriele Mucchi, Aligi Sassu, Ernesto Treccani ed Emilio Vedova. La mostra, curata da Andrea Barretta e allestita da Riccardo Prevosti, è visitabile fino al 27 novembre. All’inaugurazione performance dell’attore Sergio Isonni con poesie di Ernesto Treccani, Vittorio Sereni e Salvatore Quasimodo.

 

La Voce dei Popolo / 26 luglio 2010

Ab/arte propone i magici anni ‘60

 

“Novella Parigini e gli artisti della dolce vita” è l’esposizione presente fino al 31 luglio alla galleria d’arte moderna e contemporanea Ab/arte, in Vicolo San Nicola 6, con protagoniste opere di Mario Ceroli, Tano Festa, Renato Guttuso, Renato Mambor, Sante Monachesi, Lugi Montanarini, Mimmo Rotella e Mario Schifano. Ispirata dal celebre film “La dolce vita” di Federico Fellini, la mostra rievoca gli anni ‘60, il periodo in cui l’Italia visse il boom economico, anni in cui l’arte italiana sperimentava nuovi linguaggi guardando ai modelli americani della pop art di Warhol, e all’informale di Pollock, la cui influenza è ben visibile per esempio nel dipinto a tempera su carta di Montanarini, ma anche al Nouveau Realism, con il recupero della matrice dadaista del ready made, alla quale si ispirano le opere di Mimmo Rotella, sintesi di pezzi di manifesti strappati per strada (si veda l’opera in mostra, dal titolo “Cleopatra”, realizzata con la tecnica del decollage). La figura di Schifano è senza dubbio la più significativa all’interno del contesto: è lui il primo italiano a cogliere il senso della pop art, passando dalle celebri opere dedicate ai marchi pubblicitari Esso e Coca Cola, per arrivare a una sapienza costruttiva legata a un astrattismo che vede protagoniste opere dedicate alla natura e ai grandi artisti del passato, come dimostra la serigrafia in esposizione, intitolata “Acquatico”, chiaro omaggio al ciclo delle Ninfee di Monet.                                  

                                                                                                                                   Luca Bressanini

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