La Voce del Popolo, 27 maggio 2012

I paesaggi informali nelle opere di Silvana Lunetta

 

Fino all’1 giugno la Galleria ab/arte ospiterà “Immateria. Paesaggi dell’informale”,personale di Silvana lunetta,maestra di pittura,incisione,scultura e ceramica raku,con numerosi riconoscimenti ed esposizioni in Italia (Venezia, Galleria Venezia Viva, Firenze, Biennale internazionale dell’arte contemporanea) e all’estero (Budapest, Centro Culturale Duna Palota).Siciliana d’origine ma attiva a Brescia dal 2012,Silvana Lunetta intraprende un percorso artistico che si snoda attraverso l’impiego di diversi materiali, poveri, di recupero, artificiali , e varie tecniche, integrando ad esempio olio ed acrilico, al fine di “personalizzare”al meglio i lavori, nel tentativo di guardare oltre la tela, che diviene parte attiva del dipinto,a volte strappata, a volte lacerata e tappezzata di stoffe; una tela che diviene così sfogo, portatrice di emozioni e sensazioni forti che vanno intensificandosi sempre più, luogo per l’artista di azione e di espressione degli impulsi energetici e creativi, sulla scia dei grandi artisti del ‘900, quali ad esempio Rauschenberg o Pollock. Nei suoi lavori si avverte la ricerca di un’arte libera, slegata da figure, senza rappresentazioni, né geometrie o costruzioni, che lascia spazio al solo gesto spontaneo e inconscio dell’artista, svincolato da scelte prestabilite, non costretto da alcuna premeditazione. Silvana Lunetta afferma in questo modo la propria autonomia al di sopra di qualunque altra realtà,stabilendo un rapporto interpersonale e sincero tra l’opera e l’osservatore,nel tentativo di renderlo partecipe dei propri sentimenti, resi attraverso la materia povera, metafora della sofferenza, dello svilimento e del decomporsi della realtà contemporanea, osserva Andrea Barretta.

                                                                                Luca Bressanini

Giornale di Brescia / 14 maggio 2011

Elogio del corpo umano, oltre la provocazione

Percorso attraverso la declinazione del nudo lungo il Novecento, da Minguzzi a Guttuso

 

In un’epoca in cui i mass media propongono l’esibizione della nudità del corpo umano spesso in chiave di dissacrazione o di provocazione, la mostra curata da Andrea Barretta nella sua galleria di Vicolo San Nicola, con opere di maestri italiani del Novecento (soprattutto incisioni, ma anche qualche disegno) tenta un ragionamento sulla qualità “artistica” e per questo “morale” (ma non moralistica) del tema del nudo. Un approccio, si spiega nella presentazione, che celebri il corpo nella sua fisicità attraverso il legame “con un altrove che glorifichi la vita, con la libertà che non è togliersi l’impaccio degli indumenti ma il vivere l’armonia dell’universo”. In un certo senso in una chiave “spirituale”, laica o religiosa che sia, che trovi significato oltre la pura esibizione della carne. Non a caso il percorso della piccola mostra parte dal rilievo con “Adamo ed Eva” di Minguzzi, per attraversare le varie declinazioni che del tema sono state date nel corso del secolo (da Guttuso sospeso tra figurazione classica e collage pop, al segno e colore di Morlotti, dal grafismo di Cassinari all’ironia di Gauli, dalla seduzione di Gentilini e Conti alla leggerezza di Casorati e Marpicati, fino a giungere alla denuncia sociale di Ferlenga e al “baccanale” di Carrol, opposti ma coerenti nella ricerca espressiva. Delineare confini certi entro cui accogliere un nudo che possa definirsi “artistico”, rischia di portare alla censura o scadere nel moralismo. La mostra sceglie di restare fuori dall’ambito concettuale, nel quale si giustifica l’uso provocatorio o disturbante della figura, per rimanere fedele a una pittura figurativa, attenta a stili e tecniche, a una lettura estetica e poetica.    

Giovanna Capretti

Bresciaoggi / venerdì 7 gennaio 2011

Maria Grazia Filetto / Una storia bestiale

 

L’artista bresciana Maria Grazia Filetto presenta in questa mostra una serie di incisioni che costituiscono un bestiario contemporaneo fitto di riferimenti religiosi, mitologici e simbolici del nostro vivere. L’artista ci traghetta, così, nel mondo del meraviglioso medioevale, nel quale si ripercorrono le suggestioni della mitologia greca e cristiana, Nelle opere, percorse da un segno penetrante, si incontrano storie d’acqua, di terra e di cielo, che invitano ad andare oltre il proprio io e il proprio inconscio in una sorta di immaterialità onirica, rappresentativa e razionale.

Nella ricca varietà di tecniche calcografiche, che vanno dall’acquaforte alla puntasecca e xilografia, e dalla maniera nera all’acquatinta, che trova consistenza nella vernice allo zucchero, Filetto definisce le forme zoomorfe di un mondo fantastico e mostruoso percorso da emanazioni di luce, guizzi e sinuosità, che appartengono alla tradizione letteraria e artistica antica, roamanica, gotica e di ogni epoca. In questa mostra le scimmie paiono il leitmotiv di un racconto antropologico, nel quale si ridicolizza la precarietà della modernità e l’effimero del vivere degli umanoidi, sempre percorso da continue incarnazioni formali e identitarie. La mostra, curata da Riccardo Prevosti e presentata da Andrea Barretta, resterà aperta fino al 26 febbraio.

La Voce dei Popolo / 26 novembre 2010

L’evoluzione di una esperienza artistica

 

Con “Dopo Corrente” la galleria ab/arte ci presenta le opere di alcuni grandi maestri italiani del secolo scorso che, opponendosi alla cultura artistica fascista degli anni ‘20-’30, che avallava la necessità di un recupero della forma e che vedeva nell’arte classica un modello da imitare, decisero di fondare un nuovo movimento artistico, chiamato “Corrente”. Il gruppo, ispirato dalla pittura postimpressionista ed espressionista delle avanguardie, nacque nel 1938 ed ebbe successo nei primi anni ‘40, per poi disperdersi. In esposizione opere di Domenico Cantatore, Bruno Cassinari, Piero Gauli, Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Gabriele Mucchi, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Emilio Vedova; una ventina di lavori tra litografie, serigrafie, acqueforti, una scultura in bronzo fusa a cera persa e alcuni lavori a tecnica mista, accomunati da un unico tema, la donna, soggetto presente in gran parte delle opere, tra le quali dei “Nudi di donna” di Guttuso, emblema di quel realismo e di quella quotidianità tanto cari al pittore.

Un modo nuovo di fare arte, ambizioso di separarsi dall’arte ufficiale pregiudicata dal mondo politico, scrive il titolare della galleria, Andrea Barretta, nella presentazione, e che riunì in due categorie, quella astratta e quella realista numerose figure di intellettuali, poeti, scultori e critici. Una maniera nuova anche di leggere l’arte, che riconosce l’artista come tale inserendolo nel contesto socio-politico.

Luca Bressanini

Galleria ab/arte Brescia per la grande arte moderna e contemporanea, Carla Accardi, Valerio Adami, Afro,Alighiero Boetti, Vanessa Beecroft,  Agostino Bonalumi, Andrea Barretta, Alberto Burri, Ietta Buttini, Enrico Castellani, Bernard Aubertin, Cesar, Enrico Castellani, Sandro Chia, Gillo Dorfles, Maurizio Galimberti, Keith Haring, Erik Kirkscether, Jarris Kounellis, Aldo Mondino, Mario Merz, Mimmo Paladino, Emilio Scanavino, Robert Rauschenberg, Daniel Spoerri, Cy Twombly, Victor Varasey, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Vittorio Bueno, Antonio Bueno, Alexandre Calder, Massimo Campigli, Felice Casorati, Paul Cezanne, Giorgio De Chirico, Lucio Del Pezzo, Mino Doninelli, Tano Festa, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Marino Marini, Luciano Paoletti, Tancredi Parmeggiani, Riccardo Prevosti, Achille Perilli, Carla Galli, Fausto Pirandello, Mark Rothko, Alberto Sughi, Graham Sutherland, Andy Warhol,, arte, Galleria ab/arte, Brescia.Galleria ab/arte Brescia per la grande arte moderna e contemporanea.